Sotto riporto la lettera aperta di Emigidio Bourifa per la mancata convocazione azzurra alle Olimpiadi di Pechino, ma prima volevo sottolineare una mia considerazione personale. La lettera di Bourifa..è piena di valore e significato, ma forse il forte maratoneta bergamasco, dimentica che l'Italia è un paese di GELATAI e che molto spesso la logica e la coerenza non è usata allo stesso modo. Si il paese dei Baluba..dei lecca lecca...funziona cosi nel mondo del lavoro ma amaramente esiste anche nello sport. Bouirifa nella lettera dice grandi verità che sicuramente e amaramente rispecchiano l'andamento della nostra Atletica. E ' bello vederti caro Migidio...alle soglie dei 40 anni attaccato alla maglia azzura è questa la speranza che devi portare anche alle nuove generazioni che crescono perchè solo cosi..personaggi come te saranno un grande esempio per tutti.
Scritto da Migidio Bourifa
martedì 24 giugno 2008
"Vorrei replicare per l'ultima volta alle risposte molto vaghe del responsabile di maratona Prof. Gigliotti.
Premettendo il fatto che non porto rancore verso nessun atleta, vorrei tanto che qualuno mi desse delle risposte agli ancora meno chiari metodi di selezione adottati per la partecipazione olimpica.
Partendo dal presupposto che nessun atleta ha conseguito il minimo olimpico, se ne deduce che il criterio di selezione era legato ai tempi conseguiti dai vari maratoneti nel periodo stabilito dalla Fidal dal 01 ottobre 2007 al 30 aprile 2008 e siccome nessuno ha ottenuto questo minimo, ritengo che se la Fidal dovesse decidere comunque di portare due atleti oltre Baldini, i due atleti che si sono avvicinati di più a questo limite di 2h10'30" sono stati Andriani e Bourifa.
Rispondendo al tecnico federale, non mi sembra che i miei colleghi Andriani e Pertile abbiano conseguito risultati tecnici di valore più dei miei in appuntamenti in azzurro (vedi Osaka, Goteborg, Helsinki) quindi ritengo che tutti partiamo dallo stesso piano.
Il nostro selezionatore non ricorda che il Sig. Andriani a Roma non ha concluso la maratona? Se fosse stato Bourifa, Di Cecco o Curzi a non concludere la maratona avrebbe sicuramente evidenziato la brutta prestazione ai fini della convocazione. Non è forse favoritismo questo? Nel caso di Pertile addirittura il selezionatore tiene conto del buon settimo posto conseguito a Boston 2007; non importa che l'abbia ottenuto precedentemente al periodo richiesto (era aprile 2007!)? Il criterio di selezione non era legato al crono? Per quale motivo per un atleta sceglie il crono e per un altro il piazzamento? Non mi pare si tratti di scelte tecniche congrue, ma di tipo personale. Non importa che il sottoscritto lo scorso anno abbia dedicato tempo, impegno e rinunce economiche (tra cui una maratona autunnale) per dedicarsi a pieno a preparare i mondiali di Osaka vestendo la maglia azzurra, mentre altri rinunciarono per paura del caldo o per esigienze economiche più allettanti, oltretutto una maratona per me finita malissimo e dove sono stato preso di mira dai media per colpire tutto il movimento in crisi. E' forse questo il ringraziamento per la mia dedizione alla maglia azzurra nonostante le mie 39 primavere?
Spero tanto che in futuro, in atletica, si trovino ancora alteti che come me, a 39 anni, sognano come un bambino di vestire la maglia azzurra, come la sognavo la prima volta, nonostante ne abbia vestite una decina, e metterò tutta la mia passione per poter trasmettere questo sentimento ai ragazzini che si stanno avvicinando a questo sport, sperando che in futuro possano trovare una vera meritocrazia che li ripaghi dei loro risultati e dei loro sforzi e di quel forte richiamo azzurro!
Comunque e chiunque vada, Forza Italia!"